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Le nuove aperture a livello svizzero sono state 33’573 nei primi nove mesi dell'anno (+2%).

Stando alle indicazioni odierne della società di informazioni economiche Bisnode D&B, nei primi nove mesi dell’anno le imprese che hanno dovuto chiudere per insolvenza sono state 2760, il 21% in meno dello stesso periodo del 2019.

In Ticino (-28% a 217) e nei Grigioni (-42% a 34) la contrazione è stata ancora più marcata. Solo in quattro cantoni si registra un aumento: si tratta di realtà di secondo piano quali Appenzello Interno, Turgovia, Sciaffusa e Nidvaldo. Zurigo segna -15%, Basilea Città -27%, Ginevra -29%.

Per quanto riguarda i settori, le aziende più a rischio bancarotta sono quelle che lavorano nei rami del legno, della costruzione, della ristorazione, dell’artigianato e della logistica. È invece meno probabile che abbia a che fare con funzionari dell’ufficio esecuzioni chi opera nei campi dei servizi sociali e sanitari.

Ai fallimenti per insolvenza vanno poi aggiunti quelli per lacune nell’organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni): il numero complessivo nei nove mesi in esame sale così a 4156 (-16%) a livello svizzero, a 445 in Ticino (-30%) e a 60 nei Grigioni (-47%).

Per il solo mese di settembre le nuove iscrizioni a livello svizzero si sono attestate a 3791 (+18%).


https://www.cdt.ch/economia/fallimenti-aziendali-il-coronavirus-non-si-e-fatto-sentire-AH3328255?_sid=bLCFXv4r&refresh=true

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